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Decreto legge “Agosto”, le principali disposizioni fiscali

Il decreto “agosto”, entrato in vigore il 15 agosto 2020, introduce importanti novità sulle scadenze fiscali, un ampliamento temporale del “bonus affitti”, nuovi contributi a fondo perduto “mirati” a favore dei settori più gravemente colpiti dagli effetti economici della pandemia, ed altre misure agevolative di minore impatto.

Numerose le novità di rilievo contenute nel decreto legge n. 104 del 14 agosto 2020, avente ad oggetto “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”.

Si analizzano le misure di carattere fiscale, con particolare evidenza delle proroghe e nuove ampie rateizzazioni dei versamenti, nonché degli ulteriori contributi a fondo perduto riconosciuti per specifici settori imprenditoriali, particolarmente colpiti dalle ripercussioni dell’emergenza sanitaria.

Si evidenzia, inoltre, che le disposizioni sono entrate in vigore il 15 agosto 2020, giorno successivo a quello di pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale (articolo 115).

1. PROROGHE E RATEIZZAZIONI

Di particolare rilievo le norme che concedono un più ampio lasso temporale per l’esecuzione dei versamenti, sia relativamente ai tributi sospesi per effetto del COVID-19 e già scaduti nel periodo da marzo a maggio 2020 (dovuti entro il 16 settembre 2020), sia relativamente al secondo od unico acconto delle imposte dirette ed IRAP in presenza di determinate  condizioni (dovuti entro il 30 novembre 2020).

1.1 Ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi (articolo 97)

In alternativa a quanto già previsto dal DL Rilancio (art. 126 e 127), si prevede la possibilità di limitare il versamento in scadenza il 16 settembre p.v. alla metà di quanto dovuto per tributi e contributi previdenziali ed assistenziali già sospesi, con rinvio del pagamento del residuo 50% al 16 gennaio 2021, anche fruendo di una più ampia rateizzazione in 24 rate mensili.

Si ricorda che la sospensione ha riguardato, in generale, i tributi (IVA, ritenute dei lavoratori dipendenti e assimilati, comprese le addizionali regionali e comunali), contributi previdenziali e assistenziali e premi INAIL scadenti nel periodo marzo-maggio 2020, con requisiti diversificati che hanno tenuto conto dapprima della sede legale o operativa nella “zona rossa”, poi il dimensionamento (volume di ricavi/compensi) e la riduzione del fatturato.

La sospensione, fissata al 31 maggio 2020 o al 30 giugno 2020 anche in forma rateizzata, era stata da ultimo stabilita (D.L. n. 34/2020) al 16 settembre 2020 in unica soluzione o al massimo in 4 rate, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.

Per effetto della disposizione in commento, i contribuenti possono versare alla data del 16 settembre 2020 soltanto il 50% dei tributi/contributi sospesi, in unica soluzione o in forma rateizzata (mantenendo la rateizzazione in un massimo di 4 rate, con versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020).

Il restante 50% dei tributi sospesi può essere versato entro il 16 gennaio 2021 in unica soluzione o in forma rateizzata (al massimo 24 rate, con versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021).

In nessun caso, devono essere applicati sanzioni ed interessi. Ovviamente, le somme già versate non possono essere rimborsate.

1.2 Proroga secondo o unico acconto per i soggetti ISA (articolo 98)

È prorogato al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte dirette ed IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (si tratta del 2020, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno “solare”).

La possibilità di avvalersi dello slittamento è subordinata al verificarsi di entrambi i seguenti requisiti:  uno soggettivo e l’altro oggettivo, legato alla diminuzione del fatturato.

Requisito soggettivo

Sono interessati alla proroga i soggetti che:

Ø  esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indicatori Sintetici di affidabilità fiscale (ISA), di cui all’articlo 9-bis D.L. n. 50/2019;

Ø  dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’Economia e delle finanze (pari a euro 5.164.569).

Inoltre, in considerazione del comma 2 dell’articolo 98, che rinvia all’articolo 1, comma 2, DPCM 27 giugno 2020), possono beneficiare del maggior termine anche i contribuenti che:

–       applicano il regime forfetario ex L. 190/2014, oppure il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, c.1, D.L. 98/2011 (se svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli ISA, ancorchè esclusi dalla relativa applicazione);

–       presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (ad esempio, inizio o cessazione dell’attività, non normale svolgimento dell’attività, determinazione forfetaria del reddito, etc.);

–       partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i predetti requisiti o dichiarano redditi per trasparenza, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 TUIR: il più ampio termine riguarda, pertanto, anche i soci di società di persone, i collaboratori di imprese familiari, i coniugi che gestiscono aziende coniugali, i componenti di associazioni tra artisti o professionisti, i soci di società di capitali trasparenti.

Sono esclusi dal differimento i contribuenti che svolgono attività agricole e che sono titolari solo di redditi agrari ai sensi degli articoli 32 e seguenti TUIR (risposta a interpello AdE n. 330/2019).

Requisito oggettivo

Ai sensi del comma 2 dell’articolo 98, in commento, la proroga spetta soltanto se i soggetti sopraindicati hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019.

Va precisato che, in analogia ad altre agevolazioni introdotte a seguito dell’emergena COVID-19, per la determinazione del calo del fatturato/corrispettivi  debba farsi riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione di beni e di prestazione dei servizi (circolari nn. 15/E/2020 e n. 22/E/2020).

1.3 Proroga riscossione coattiva (articolo 99)

La disposizione proroga dal 31 agosto 2020 al 15 ottobre 2020 la data finale della sospensione dei termini dei versamenti, derivanti da:

–       cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione;

–       avvisi esecutivi relativi alle entrate tributarie (articolo 29, D.L. 78/2010) e non tributarie (articolo 30, D.L. 78/2020).

Di conseguenza, i relativi versamenti sono effettuati, in unica soluzione, entro il 30 novembre 2020 (cioè, entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione).

Relativamente ai piani di dilazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 e ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020 (e non più entro il 31 agosto 2020), la decadenza dai benefici della rateazione (articolo 19, comma 3, lettere a), b) e c), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602), si determina in caso di mancato pagamento, nel periodo di rateazione, di dieci rate, anche non consecutive.

Inoltre,  è posticipato al 15 ottobre 2020 il termine del periodo di sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati prima di tale ultima data dall’agente della riscossione e dai soggetti di cui all’articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.

1.4 Proroga esonero TOSAP e COSAP (articolo 109)

E’ prevista la proroga dal 31 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020dell’esonero dal pagamento della TOSAP e COSAP a favore delle imprese di pubblico esercizio, di cui all’articolo 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico.

Sempre al 31 dicembre 2020, è prorogato il termine di presentazione in via telematica delle domande per la concessione di suolo pubblico, e la possibilità di posa in opera di strutture amovibili in strade quali dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e ombrelloni, purché funzionali all’attività, senza chiedere la preventiva autorizzazione.

2.     CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO E AIUTI ALLE IMPRESE

Al fine di proseguire nell’intento di sostenere e rilanciare l’economia, in continuità con quanto già avviato con il decreto “Rilancio “ (D.L. n. 34/2020), il decreto legge 104/2020 introduce misure per specifici settori, particolarmente colpiti dalla crisi conseguente all’emergenza COVID-19: si tratta del settore della ristorazione, delle imprese che più direttamente risentono del calo delle presenze turistiche, del comparto turistico-recettivo.

2.1 Ristorazione: contributo a fondo perduto (articolo 58)

La disposizione ha la duplice finalità di sostenere le imprese di ristorazione alla riapertura e alla continuità, e di evitare sprechi alimentari dei prodotti del territorio.

Istituisce, pertanto, un fondo  per il 2020, finalizzato all’erogazione di un contributo a fondo perduto a favore delle imprese che effettuano la ristorazione, finalizzato all’acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari (anche DOP e ICP, inclusi quelli vitivinicoli), valorizzando la materia prima del territorio.

Ambito soggettivo

Le imprese che possono richiedere il contributo devono essere in attività alla data del 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del decreto legge) e sono contraddistinte dai seguenti codici Ateco:

–       56.10.11 (ristorazione con somministrazione),

–       56.29.10 (mense)

–       56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale) .

Le suddette imprese, inoltre:

Ø se hanno avviato l’attività anteriormente al 1° gennaio 2019, devono aver riportato un calo di fatturato e dei corrispettivi medi nel periodo marzo-giugno 2020 rispetto al medesimo periodo del 2019. Il dato di periodo del 2020 deve essere inferiore a tre quarti del dato di periodo 2019;

Ø se hanno avviato l’attività dal 1° gennaio 2019, non devono necessariamente aver riportato un calo di fatturato.

Qualora l’attività dell’impresa cessi successivamente all’erogazione del contributo, il soggetto firmatario dell’istanza con cui l’agevolazione è stata richiesta ha l’obbligo di conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo e ad esibirli a richiesta degli organi competenti. Non è, quindi, prevista la restituzione del contributo se il medesimo è stato legittimamente percepito in presenza dei requisiti richiesti.

Ambito oggettivo

Il contributo è finalizzato all’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e ICP, valorizzando la materia prima di territorio.

Modalità per accedere al contributo

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati devono presentare una istanza secondo le modalità fissate con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali (di concerto con il Ministero dell’Economia e finanze), che dovrà essere emanato entro il 14 settembre 2020.

Dovranno essere presentati:

–       i documenti fiscali certificanti gli acquisti effettuati, anche non quietanziati,

–       una autocertificazione attestante la sussistenza dei requisiti  (codice Ateco, decorrenza attività, calo del fatturato se richiesto) e l’insussistenza delle condizioni ostative di cui all’articolo  67 del decreto legislativo n. 159 del 6/9/2011 (codice leggi antimafia).

Il pagamento, se effettuato, deve essere effettuato con modalità tracciabile.

Il comma 6 dell’articolo in commento prevede la possibilità, per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di istituzione di una “piattaforma della ristorazione”, attraverso cui potrà essere gestita la presentazione delle istanze, la presentazione dei documenti, l’erogazione del contributo.

Entità del contributo

Il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanarsi entro il 14 settembre 2020, deve stabilire l’ammontare del contributo a fondo perduto.

Erogazione del contributo

Il contributo è erogato con un anticipo del 90% al momento dell’accettazione della domanda; il saldo del contributo è corrisposto a seguito della presentazione della quietanza di pagamento.

Irrilevanza fiscale del contributo

L’erogazione del beneficio viene effettuata nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile IIDD e IRAP, né rileva ai fini del rapporto per la deducibilità interessi passivi e spese.

Cumulabilità

Il contributo in oggetto è alternativo a quello previsto per attività economiche e commerciali nei centri storici, di cui all’articolo 59, D.L. n. 104/2020 (come previsto espressamente dal comma 5 dell’articolo 58).

In assenza di specifiche indicazioni, si ritiene che il contributo in oggetto non sia incompatibile con il contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020).

Sanzioni

L’indebita percezione del contributo comporta, oltre alla restituzione dello stesso, l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del contributo non spettante.

La sanzione è irrogata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (IC-QRF).

Sia il pagamento della sanzione, che il recupero del contributo, avvengono tramite modello F24 e senza possibilità di compensazione, entro sessanta giorni dalla data di notifica dell’atto emesso dall’Istituto. In caso di mancato pagamento nei termini, la riscossione coattiva è effettuata mediante ruolo.

Rimangono ferme le eventuali sanzioni penali, qualora la fattispecie costituisca reato.

2.2 Contributo a fondo perduto centri storici (articolo 59)

La disposizione introduce un sostegno finanziario alle imprese di vendita di beni e servizi al pubblico nei centri storici, a seguito della massiccia perdita di presenze turistiche straniere quale conseguenza delle misure restrittive imposte ai fini del contenimento del contagio da COVID-19.

Ambito soggettivo

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto i soggetti esercenti attività d’impresa di vendita di beni o servizi al pubblico svolte nelle zone A o equipollenti dei Comuni capoluogo di Provincia o di Città metropolitana, che abbiano registrato presenze turistiche  di cittadini residenti in Paesi esteri:

– per i Comuni capoluogo di Provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi Comuni;

– per i Comuni capoluogo di Città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi Comuni.

Il criterio per rientrare nei Comuni agevolati è quindi legato alla presenza di turisti stranieri rispetto ai residenti nei suddetti Comuni, che dovrà essere verificato “in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici”.

Per i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea (es. taxi e noleggio con conducente), l’ambito territoriale di esercizio dell’attività è invece riferito all’intero territorio dei suddetti Comuni.

Ulteriore condizione richiesta è il calo del fatturato. Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, dei suddetti esercizi nelle zone A dei citati Comuni (o nell’intero comune per il trasorto pubblico non di linea), sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

Entità del contributo

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019.

La percentuale varia a seconda della fascia di ricavi/compensi in cui si trova il soggetto nel periodo d’imposta 2019 (per i soggetti “solari” la norma fa riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del DL).

In particolare, il contributo spetta nelle seguenti misure:

Ø 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;

Ø 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a un milione di euro;

Ø 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è comunque riconosciuto, ai soggetti che  soddisfano i requisiti richiesti, in misura non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi.

Tali importi minimi sono altresì riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° luglio 2019 nelle zone A dei suddetti Comuni.

Tuttavia, a differenza del contributo ex art. 25 del DL 34/2020, viene previsto un limite massimo all’agevolazione: l’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere infatti superiore a 150.000 euro.

Modalità per accedere al contributo ed erogazione

Per effetto del richiamo operato dal comma 5 all’articolo 25, commi 8-11, D.L. 34/2020, la richiesta del contributo a fondo perduto avviene tramite la presentazione di una istanza  all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, le cui modalità di presentazione saranno definite con apposito provvedimento direttoriale.

L’erogazione del contributo avviene  mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Irrilevanza fiscale del contributo

Il contributo non concorre alla formazione base imponibile IIDD e IRAP, né rileva ai fini del rapporto per la deducibilità interessi passivi e spese (per effetto del rinvio operato all’articolo 25, c.7, D.L. 34/2020 dall’articolo 59, c.5 in commento).

Sanzioni

Per effetto del richiamo operato dal comma 5 all’articolo 25, commi 12-14, D.L. 34/2020, trovano applicazione i medesimi profili sanzionatori.

Cumulabilità

Il comma 6 dell’articolo 59 espressamente prevede che il contributo in questione non è cumulabile con il contributo previsto dall’art. 58 del DL in esame per le imprese della ristorazione.

In assenza di specifiche indicazioni, si ritiene che il contributo in oggetto non sia incompatibile con il contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020).

2.3 Aiuti alle piccole imprese in difficolta’ (articolo 62)

Sono estesi alle piccole imprese e microimprese che risultavano in difficoltà al 31 dicembre 2019, i regimi di aiuto di Stato già previsti dagli artt. 53-64 DL Rilancio (DL 34/2020), purchè tali imprese non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza, o non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio (salvo che l’impresa non abbia restituito il prestito) o non abbia ricevuto aiuti per la ristrutturazione.

2.4 Automotive  e colonnine di ricarica per le attività di impresa (articolo 74)

La disposizione modifica l’articolo 44 del  D.L. “Rilancio”, che ha riconosciuto un contributo per l’acquisto di veicoli non inquinanti, introducendo una rimodulazione del contributo ed una semplificazione della procedura.

In particolare, il D.L. 34/2020 ha introdotto un contributo a favore delle persone fisiche e giuridiche che acquistano in Italia, anche in leasing, un veicolo nuovo di fabbrica, dal 1° agosto 2020 al 31 dicembre 2020.

Il contributo, differenziato in presenza o meno di rottamazione, è parametrato al grado di emissione di CO2.

Per effetto della nuova disposizione:

– l’entità del contributo è rimodulata suddividendo la fascia di emissione 61-110 g/Km CO2 in due sottofasce 61-90 e 91-110;

–  viene semplificata la procedura (c. 1-septies)  che, nella formulazione originaria, prevedeva un’opzione in capo al beneficiario che, contestualmente all’acquisto del veicolo, avesse anche rottamato un veicolo di categoria M1. Nella riformulazione, viene eliminata la possibilità di ottenere il contributo aggiuntivo, complicatissimo da attuare con la piattaforma informatica, lasciando in capo al beneficiario soltanto il riconoscimento del credito d’imposta di 750 euro, da utilizzare entro 3 anni per l’acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasporto pubblico,  servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile (entro un limite di spesa di 5 milioni di euro per il 2020).

Inoltre, il comma 4 istituisce un fondo  finalizzato all’erogazione di contributi per l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici effettuata da persone fisiche nell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, nonché da soggetti IRES.

Un decreto del MISE, da emanare entro 60 giorni, stabilisce le modalità di fruizione del contributo, che comunque non è cumulabile con altre agevolazioni per la medesima spesa.

2.5 Bonus “affitti”: ampliamento soggettivo e temporale (articolo 77)

La disposizione  estende alle strutture termali il riconoscimento del bonus “affitti” previsto nella misura del 60% dall’articolo 28 D.L. “Rilancio”, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi del periodo d’imposta precedente (quindi, superiore o inferiore a 5 milioni di euro) .

È inoltre prorogato di un ulteriore mese, per tutte le imprese, il suddetto credito d’imposta. Di conseguenza, il “bonus” spetta in relazione all’importo versato nel periodo d’imposta 2020:

–       con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, per la generalità delle imprese e professionisti,

–       con riferimento ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale.

Vengono inoltre estese alle guide ed accompagnatori turistici le misure di sostegno per il settore turistico previste dall’articolo 182 DL 34/2020.

Le disposizioni del presente articolo sono subordinate all’autorizzazione della Commissione europea.

2.6 IMU e strutture turistiche (articolo 78)

La disposizione introduce l’esenzione dal pagamento della seconda rata IMU 2020 per alcune categorie di immobili:

Ø stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali,

Ø immobili degli stabilimenti termali,

Ø immobili di categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili di agriturismi, villaggi turistici, ostelli gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere, bed and breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate,

Ø immobili di categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimento di strutture espositive nell’ambito di fiere e manifestazioni,

Ø immobili di categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatrali, sale per concerti e spettacoli, semprechè i relativi proprietari siano anche gestori. Per tali immobili, l’esenzione è estesa anche al 2021 e 2022.L’efficacia dell’esenzione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Ø Discoteche, sale da ballo, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

2.7 Riqualificazione delle strutture turistiche (articolo 79)

Viene riproposta, con alcune modifiche, la misura finalizzata all’ammodernamento e riqualificazione delle strutture turistiche e termali già operanti sul territorio nazionale, di cui all’articolo 10 D.L. 83/2014, le cui modalità operative erano state stabilite con il D.M. 7 maggio 2015 (tale decreto, entro il 31 agosto 2020, dovrà essere opportunamente adeguato).

Ambito soggettivo

L’ambito soggettivo è più ampio rispetto alla previgente agevolazione e ricomprende non solo le strutture ricettive turistico-alberghiere (come definite dal decreto 7 maggio 2015), ma anche:

– le strutture che svolgono attività agrituristica  (ex legge n. 96(2006 e relative norme regionali),

– le strutture termali (ex art. 3 L. 323/2000), anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali,

– le strutture recettive all’aria aperta.

Agevolazione

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta  del 65% (in luogo del previgente 30%) per le seguenti spese sostenute nei due periodi d’imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019 (quindi, 2020 e 2021 per i soggetti “solari”):

– spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d), del T.U edilizia (DPR n. 380/2001);

– interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, anche tenendo conto dei princìpi della “progettazione universale” di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e di incremento dell’efficienza energetica, ovvero per le tipologie di spesa di cui al comma 7 del presente articolo, secondo le modalità ivi previste.

Utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione orizzontale e senza la ripartizione in tre quote annuali prevista dalla norma istitutiva: ciò significa che dovrà essere utilizzato interamente nell’anno.

Irrilevanza fiscale dell’agevolazione

Essendo richiamato l’articolo 10 D.L. n. 83/12014, il credito in argomento è non rilevante dal punto di vista fiscale.

2.8    Investimenti pubblicitari (articolo 81)

A favore di imprese, lavoratori autonomi ed Enti non commerciali che effettuano investimenti pubblicitari, incluse le sponsorizzazioni, nei confronti di società/associazioni sportive con determinati requisiti, è riconosciuto un credito d’imposta del 50% sugli investimenti effettuati nel periodo 1° luglio 2020-31 dicembre 2020, con importo minimo di 10.000 euro.

Sono escluse le sponsorizzazioni nei confronti di soggetti che aderiscono al regime forfetario previsto dalla legge n. 398/91. La spesa deve essere effettuata con versamento bancario o postale, o con altri sistemi tracciabili.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione orizzontale.

3. AUTOTRASPORTO: DEDUZIONI FORFETARIE (articolo 84)

E’ incrementata la dotazione finanziaria finalizzata ad aumentare per il 2020 la deduzione forfetaria  di spese non documentate ex art. 1, c. 106, legge 266/2005 (si veda News n. 44/2020).

Per effetto di tale disposizione, le misure agevolative relative alle deduzioni forfetarie per spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR) a favore degli autotrasportatori nel 2020 sono fissate in misura pari a quelle stabilite per l’anno precedente (come chiarito con il comunicato stampa del Dipartimento finanze del 18 agosto 2020), ossia:

–       48 euro, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi).

–       16,8 euro per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa (35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale).

La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione di trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi.

4. RIVALUTAZIONE BENI (articolo 110)

La disposizione prevede la possibilità di rivalutare, a soli fini contabili, i beni materiali e immateriali (salvo quelli alla cui produzione e scambio è diretta l’attività d’impresa), nonché le partecipazioni in società controllate e collegate, risultanti dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

La facoltà è concessa nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lett. a) e b), TUIR, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio:

–       società di capitali, residenti nel territorio dello stato;

–       enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, compresi i trust.

Per effetto del richiamo operato dal comma 7 all’articolo 15 legge n. 342/2000, la rivalutazione può essere effettuata, per i beni relativi alle attività commerciali esercitate, anche dalle imprese individuali, dalle società di persone commerciali, dagli enti non commerciali residenti e dai soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia.

La rivalutazione è eseguita nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (quindi, anno 2020 per i soggetti “solari”).

Diversamente da quanto previsto in altre occasioni, la rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene, senza che necessariamente riguardi tutti i beni ricadenti nella medesima categoria omogenea.

Il saldo attivo può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’IRAP e di eventuali addizionali, nella misura del 10%.

È prevista la facoltà di riconoscere il maggior valore anche ai fini fiscali, previa il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte dirette ed IRAP nella misura del 3%. Il riconoscimento del maggior valore ai fini fiscali opera dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (cioè, anno 2021).

Entrambe le imposte sostitutive (10% e 3%) sono versate in un massimo di tre rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle II.DD. relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle II.DD.  relative ai periodi d’imposta successivi.

5.     EVENTI SISMICI (articolo 57)

La disposizione introduce una serie di misure a favore dei soggetti colpiti da eventi sismici.

In particolare:

a)   È prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021per il terremoto del 24 agosto 2016 nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

b)   Compensazione minori entrate TARI: La disposizione autorizza il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma a concedere ai comuni ubicati nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal sisma 2016, compensazione per un massimo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per sopperire ai maggiori costi affrontati e/o alle minori entrate registrate a titolo di TARI. (comma 5)

c)    Zone franche urbane: è prorogata la disciplina dell’agevolazione c.d. “Zona Franca Sisma Centro Italia” di cui all’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n.50, prevedendo l’estensione dell’agevolazione alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della zona franca entro il 31 dicembre 2021, la fruizione delle agevolazioni fino al periodo d’imposta 2022 e l’integrazione dell’autorizzazione di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2021 e di 60 milioni di euro per l’anno 2022. Viene inoltre previsto che il Ministero dello sviluppo economico, nell’utilizzare con appositi bandi le risorse stanziate dal presente comma e le eventuali economie dei bandi precedenti, possa prevedere clausole di esclusione per le imprese che hanno già ottenuto le agevolazioni di cui all’articolo 46, comma 2, del predetto decreto-legge n. 50 del 2017 e che, alla data di pubblicazione dei bandi, non hanno fruito in tutto o in parte dell’importo dell’agevolazione concessa complessivamente in esito ai bandi precedenti. Tenuto conto che risultano economie dei bandi precedenti pari a circa 40 milioni di euro, con le risorse stanziate dal presente comma, pari a complessivi 110 milioni di euro, sarà possibile pubblicare un nuovo bando di importo pari a circa 150 milioni di euro, superiore all’importo del bando pubblicato nel 2019 (comma 6).

d)   Proroga Stato emergenza terremoto Sicilia del 26 dicembre 2018: proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza in conseguenza dell’evento sismico che ha colpito il territorio dei Comuni di Aci Bonaccorsi, di Aci Catena, di Aci Sant’Antonio, di Acireale, di Milo, di Santa Venerina, di Trecastagni, di Viagrande e di Zafferana Etnea, in Provincia di Catania il giorno 26 dicembre 2018.

6. RADDOPPIO LIMITE WELFARE AZIENDALE (articolo 112)

La disposizione raddoppia per l’anno 2020 la soglia dell’importo del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito. Il limite, pertanto, è portato da 258,23 euro a 516,46 euro.

7. SEMPLIFICAZIONI

7.1 Assemblee condominiali e detrazione 110% (articolo 63)

Al fine di semplificare  i procedimenti delle assemblee di condominio  volti all’adozione delle delibere finalizzate all’approvazione degli interventi che danno diritto alla detrazione del 110%, è previsto che le delibere sono valide se approvate dalla maggioranza degli intervenuti  che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio.

7.2 Cashback (articolo 73)

In relazione alla disposizione che, per incentivare l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento da parte dei consumatori finali, riconosce un rimborso in denaro a favore dell’acquirente, vengono previste modalità di attuazione finalizzate alla semplificazione della procedura. Prevista l’emanazione di decreti attuativi da parte del MEF.

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